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Antiche Maioliche di Bacchereto - mostra stabile

Sezione distaccata del Museo Archeologico di Artimino ‘F. Nicosia’

Complesso di S. Maria Assunta - Bacchereto - via Santa maria Assunta, 6

L’esposizione raccoglie anche un’esemplificazione degli abbondantissimi ‘biscotti’ recuperati nello scavo della discarica: vasellame sottoposto alla prima cottura, risultato poi difettoso e quindi scartato.

Una tavola è imbandita con le fedeli riproduzioni delle maioliche.

Il complesso di S. Maria Assunta che ospita l’esposizione rappresenta il cuore dell’antico borgo.
L’accurato intervento di restauro e l’indagine storico archeologica hanno consentito di leggere nelle murature riportate alla luce ampi scorci della storia dell’antico ‘Castello’ risalente agli inizi del XII secolo (le mura, la porta, la strada e la torre) e quelle di un edificio di culto preesistente alla chiesa attuale.

Cenni storici

Tra gli ultimi decenni del Trecento e la fine del Cinquecento a Bacchereto  - borgo del Comune di Carmignano - si è  sviluppata una fiorente produzione di maioliche di alta qualità esportate in buona parte della Toscana. Lo testimoniano fonti d'archivio, i ritrovamenti effettuati in diverse località della regione e lo scavo di una grande discarica di fornace effettuato nel 1974 dalla Soprintendenza alle Antichità d’Etruria in località Novelleto nel 1974 di una discarica di fornace.

Una esemplificazione di questi reperti, che rappresentano la produzione ceramica che improntò la storia locale a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, è esposta nel Complesso di S.M. Assunta a Bacchereto. Si tratta di maiolica arcaica – la maiolica prodotta in Toscana dalla metà del 1200, che ha continuato ad essere realizzata fino a tutta la seconda metà del XIV secolo. E’ caratterizzata dal colore rosso mattone dell’impasto e dal rivestimento di smalto bianco a base di stagno decorato con verde ramina e bruno manganese, con ritocchi in giallo nella cosiddetta famiglia verde. Tra i materiali rinvenuti nella discarica predominano le forme aperte – catini, rinfrescatoi, scodelle, scodellini, ciotole e piattelli. Sono rari i frammenti riferibili a recipienti a forme chiuse, come le brocche. La forma più caratteristica e distintiva delle botteghe locali è la ciotola ‘tipo Bacchereto’, che continuerà ad essere realizzata mantenendosi inalterata anche nelle produzioni successive.

Numerosi sono gli esempi di italo-moresca, la prima maiolica italiana rinascimentale, nata nei primi decenni del XV secolo (se non alla fine del XIV) come imitazione locale delle ceramiche di importazione ispano-moresche. Questo tipo di maiolica fu prodotta in grande quantità proprio nel medio Valdarno, e Bacchereto insieme a Firenze e Montelupo fu tra i primi centri di produzione. L’impasto che la contraddistingue è chiaro, molto depurato, coperto di smalto bianco e decorato in blu e in bruno, associati, in una fase più avanzata della produzione, al bruno, al giallo o all’arancio e talvolta al verde. Anche in questo caso la maggior parte dei recipienti rinvenuti nella discarica è di forma aperta, anche se aumenta notevolmente la presenza di forme chiuse, boccali e piccole brocche. Resta comunque dominante la piccola ciotola ‘tipo Bacchereto’. Agli elementi decorativi vegetali e geometrici predominanti nella maiolica arcaica si aggiungono con frequenza sempre maggiore le figure animali, quelle umane, le lettere e i motivi araldici come il giglio.
 

Visite orari:

Sabato e domenica 16.00-19.00

Apertura e visite su prenotazione
cell. 339 5970050

Ingresso libero

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